Valle d'Istria: note storico-antropologiche (1)

Dopo aver scritto l'articolo sul Beato Giuliano Cesarello, santo patrono di Valle, seguirà una serie di articoli tratti dal libro “Valle d’Istria: note storico-antropologiche” di Sandro Cergna, un’opera importante soprattutto per l’ampio spazio dedicato al dialetto vallese ed agli scritti in dialetto tratti dai quaderni di Giovanni Obrovaz, che ha diligentemente e con accurata attenzione annotato usi, costumi e racconti.

Un volume importante, dunque, grazie al quale “l’antica favella di Valle” non cadrà nel dimenticatoio.

Ringrazio di cuore l’autore Sandro Cergna che mi ha gentilmente concesso di pubblicare parte della sua opera. L’autore è nato a Pola nel 1970. Dal 2007 insegna Letteratura italiana dell’Umanesimo e del Rinascimento presso il Dipartimento di studi in lingua italiana, Università di Pola.  

E partiamo dall'inizio, ovvero dalla persona che si è tanto impegnata a raccogliere queste testimonianze...

...Gianni Zaneto Obrovaz. Lapicida di professione. Si legge nel libro:
 “Nato a Valle il 15 agosto 1897, l’Obrovaz, però, coltivò un’altra arte ancora: la parola scritta. Nei dieci quaderni manoscritti, infatti, tutti risalenti al periodo 1965-1971, lo scalpellino scrittore ha annotato, con meticolosa calligrafia ed in dialetto vallese, usi e costumi in auge un tempo nella cittadina. Ma non solo. Difatti, l’autore non si è limitato a registrare fedelmente le usanze del passato, a descrivere avvenimenti raccontatigli dai più vecchi, ad annotare un mondo – oggi scomparso di comportamenti rituali e dettati dalla tradizione, dalle ricorrenze, ma è andato oltre, varcando l’esile linea di confine che separa la rigorosità della documentazione dalla creatività della finzione. Dalle pagine dei quaderni “lipa mill”, emergono così dialoghi, lettere, racconti brevi, ma anche modi di dire d’un tempo, frasi e bozzetti, tutti frutto della fantasia dello scrittore-autodidatta e da lui meticolosamente riportati in vernacolo vallese.
 Poco sappiamo però della vita di Giovanni Obrovaz.  (…) dopo aver conseguito il diploma di scalpellino a Trieste, Zaneto esercitò il mestiere con lo zio, lavorando in giro per le località dell’Istria e a Trieste. In seguito alla morte dello zio, ucciso dai Tedeschi nella Seconda Guerra Mondiale, l’Obrovaz continuò a lavorare da solo, divenendo ben presto conosciuto ed apprezzato per l’abilità e la maestria, tanto che venne ritenuto uno dei migliori scalpellini dell’Istria.
 Al termine della guerra ricoprì per un breve periodo il ruolo di presidente dell’amministrazione comunale, per dedicarsi poi, fino alla quiescenza, al lavoro di scalpellino nella locale cava di pietra. (…) Morì a Valle, il 16 ottobre 1977.” 

Bibliografia:
S. Cergna
: Valle d’Istria: note storico-antropologiche, Se la va, Pola, 2006

 
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